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Il cane San Bernardo



2018-06-11 15:29:04

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Origine del cane San Bernardo

Forse l’origine del cane San Bernardo è da trovare nei grossi mastini che le legioni romane lasciavano con le truppe per controllare i punti più strategici delle vie di comunicazione.

Ma la vera testimonianza di questi cani al Colle, allora chiamato Col de Mont Joux, risale alla seconda metà del ‘600, quando il pittore napoletano Salvator Rosa ritrasse un molossoide simile al moderno cane San Bernardo.

I primi cani San Bernardo furono donati all’Ospizio del Gran San Bernardo verso il 1660 dalle famiglie nobili del Vallese per la guardia dell’Ospizio, ma anche per altri compiti come il trasporto di carichi, come il latte ed il formaggio; per la fornitura di forza motrice, ecc.

Ma l’impiego che rese più famosi i cani San Bernardo fu quello di ausiliari dei canonici nel tracciare la pista nelle neve, prevedere la caduta di valanghe e salvare o ritrovare i viaggiatori dispersi.

Il più famoso fra tutti fu Barry I (1800-1814) che salvò 40 persone . quando morì il suo corpo fu imbalsamato e conservato al Museo di Storia Naturale di Berna.

Il nome San Bernardo fu utilizzato per la prima volta nel 1862 in occasione di un’esposizione cinofila a Birmingham e fu universale solo a partire dal 1880.

Nel XIX secolo la forte consanguineità nella riproduzione portò numerosi danni, per questo si decise di accoppiare il cane San Bernardo con la razza dei Terranova, molto simile per caratteristiche a quella del San Bernardo.

Il frutto di questo incrocio fu la comparsa della razza di San Bernardo a pelo lungo, oggi più diffusa rispetto alla varietà a pelo corto, in quanto quest’ultima è meno adatta ai lavori nella neve.

Nel XX secolo la razza si diffuse in tutta l’Europa, ma la diffusione di questo cane portò ad alcune deviazioni rispetto alla razza originaria. Infatti il cane San Bernardo fu accoppiato con i Mastiff inglesi ed altre razze.

Con lo scoppiò della seconda guerra mondiale questa razza subì numerosi danni, come anche altre razze.

Il suo recupero è da affidare al cinologo italiano, Dott. Antonio Morsiani, che con il suo allevamento, Allevamento del Soccorso fondato nel 1939, contribuì alla salvezza di questa razza ed alla rinascita del cane San Bernardo in Europa nel periodo del dopoguerra.

Aspetto e caratteristiche del cane San Bernardo
Il San Bernardo è un cane dalla figura imponente e muscolosa.

Il cranio è massiccio e largo, leggermente convesso; la pelle della fronte forma pieghe spesse e marcate.

Lo stop è netto, il muso è corto, la canna nasale diritta.

Gli occhi sono di media grandezza di forma romboidale, hanno un colore bruno scuro.

Le orecchie sono pendenti.

La coda è lunga e molto pesante.

Il San Bernardo è uno dei cani più grandi e può raggiungere e superare i 90/95 cm al garrese ed anche gli oltre 100 kg di peso.

La grande mole non deve mai però andare a discapito della funzionalità e del buon movimento.

Il pelo, nella varietà a pelo corto, è folto, lucido ed aderente; nella varietà a pelo lungo è di media lunghezza liscio o leggermente ondulato.

Il colore del mantello può essere bianco e rosso oppure rosso e bianco.

Per la taglia non c’è un limite massimo di altezza, ma solo un minimo di 70 cm, che però dovrebbe essere superato. Il peso può arrivare anche oltre un quintale.

Nel cinema il San Bernardo è stato spesso protagonista di film anche molto conosciuti, sia per il cinema che per la tv.

È celebre il "Buck" del "Richiamo della Foresta", girato negli anni '30, con Clark Gable.

In Italia famoso è "Birillo" del primo "Amici miei", girato nel 1975, con Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi e Gastone Moschin.

Indimenticabile è, invece, l'americano "Beethoven", che negli anni '90 ha portato a ben tre film.

Carattere del San Bernardo
È un cane che si distingue per la sua personalità e per il suo carattere tranquillo: può passare ore sdraiato accanto al padrone senza far notare la sua presenza.

È dolcissimo ed ha un istinto innato per il salvataggio. Molto docile, è sicurissimo con i bambini; infatti viene considerato il baby sitter ideale nel mondo canino.

Non è un cane aggressivo, è attaccato morbosamente al suo padrone con cui sarà sempre un cucciolo.

È un cane eccellente non solo per le catastrofi ma anche per la Pet Therapy.